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(...) Il curioso stemma del Comune [di Castel di Casio] è tuttavia antico: rappresentava
la comunità di Casio e Casola e si trova scolpito su una lapide in pietra del 1483
oggi nel palazzo dei Capitani della Montagna di Vergato. Allorché quest’ultima località
divenne la sede dei Capitani adottò anch’essa lo stemma di Casio e Casola in segno
di continuità amministrativa.
Nella forma attuale è stato riconosciuto con Decreto
del Capo del Governo del 28 agosto 1931, che lo blasona: “Campo di cielo, al maiale
rivolto, passante, sopra una campagna erbosa, alle falde di un monte, cimato da un
castello, il tutto al naturale”.
Interessante notare come, nella forma abitualmente in uso, due piante verdi cingono il maiale, forse traccia inconsapevole da parte del bozzettista della corona di spighe e verzure che rimane nello stemma di Vergato. Questa figurazione, secondo alcuni antropologi, ricorda molto la figura del maiale sacrificale, che veniva agghindato appunto con serti vegetali prima di essere immolato alle divinità.
da aggiungere altresì che una delle etimologie proposte per VERGATO è dal latino
"VIRGATUS" che significa "[munito di un] intreccio di verghe" (a sua volta da "virga":
ramoscello verde), che ha certamente influito nell'adozione della figura del cinghiale;
o "cignale" come recita il blasone del Decreto del Capo del Governo del 9 luglio
1937 che riconosce a Vergato lo stemma (già in uso): -
La terminologia tecnica araldica, un po' astrusa per le nostre orecchie moderne, prescrive che la figura del cinghiale (cignale) sia contornata dentro allo scudo da una serto di quercia annodato da un nastro rosso. Detto scudo andrebbe completato dalla corona di Comune e dal serto di alloro e quercia per gli stemmi civici della Repubblica Italiana.
Testo a cura di: Massimo Ghirardi www.araldicacivica.it



